QUESTO RUMORE CHE SENTITE IN SOTTOFONDO SONO IMPULSI DI RADIAZIONE MOLTO ENERGETICI EMESSI DALLA  PULSAR PSR B0329+54 periodo 0,71 sec.quasi 1,4 rotazioni per secondo. frequenza 410mhz costellazione PERSEUS. Analisi effettuate da Tatiana Shabanova (lebedev Physics insitute) dimostrano l'esistenza di un pianeta che ruota intorno, con un periodo orbitale di 16,9 anni

 

 

 

LE PULSAR sono resti di  stelle di grandi dimensioni che finito il "carburante"(H e He) al loro interno, concludono la loro vita con un'esplosione chiamata supernova. Dopo l'esplosione ciò che rimane e' una stella di neutroni (pulsar). All'interno si genera un campo gravitazionale dovuta all'enorme quantità di materia, hanno anche un forte campo magnetico che unito alla rotazione generano delle onde elettromagnetiche. Sono state scoperte pulsar emittenti alle lunghezze d'onda radio, ottiche, X e gamma. con il passare del tempo la stella emette radiazione, quindi perde velocità angolare e rallenta il periodo di pulsazioni, in alcuni casi però la pulsar si "rigenera"  ciò accade quando la stella si trova in un sistema binario. la pulsar e la stella compagna si avvicino e per conservare il momento angolare, devono aumentare la velocità di rotazione. Alla fine ruotano cosi velocemente da produrre l'effetto desiderato.  La pulsar possiede in superficie due poli magnetici dei quali si radunano le linee di forza, la materia ionizzata (principalmente elettroni) viene catturata dal campo magnetico e convogliata verso i poli della stella.  L'accelerazione  porta gli elettroni a velocità della luce e provoca l'emissione di onde elettromagnetiche sopratutto alle lunghezze d'onda radio. il disallineamento dell'asse di rotazione rispetto a quello magnetico insieme all'emissioni che avvengono solo nelle regioni polari, fa si che le pulsar si comportano come fari. e' da qui che parte la radioemissione, infatti  i radiotelescopi percepiscono gli impulsi con un periodo uguale a quello di rotazione. 

 


 

Chandra credit: NASA/SAO/S.Murray et al

 

 

Credit: NASA/SAO/S.Murray et al

 

immagini riprese da Chandra, a destra l'immagine è stata  ripresa con l'HRC (High Resolution Camera)

 

Pulsar in 3C58 CHANDRA X-RAY Observatory in collaborazione con un gruppo internazionale, usando il nuovo radiotelescopio GREEN BANK negli Stati Uniti hanno scoperto una delle più giovani pulsar: appena 820 anni. PSR J0205+6449 cosi denominata, ruota su sé stessa 15 volte al secondo. Un team di astronomi guidato da Stephen Murray dell'Harvard-Smithsonian Center of Astrophysics di Cambrige hanno studiato 3C58: un residuo di una supernova nella costellazione di Cassiopea, hanno scoperto un'estesa sorgente di raggi X prodotta da una nube di particelle energetiche che circonda la pulsar, inoltre sta ruotando veloce come quando era appena formata, cosa inusuale per una pulsar che rallenta man mano che invecchia.   :....

 


 

IC 443 credit Jean-Charles Cuillandre  (CFHT), Hawaiian Starlight

 

 

 

IC 443 Credit: NASA/NCSSM/C.Olbert et al

immagine ripresa da Chandra

 

 

PULSAR in IC 443  il residuo di questa supernova si trova nella ns. Galassia, a circa 5000 anni luce di distanza, in direzione opposta rispetto al centro della galassia. Nel 1997 gli ASCA e ROSAT scoprirono un'intensa radiazione X di origine non termica, il BEPPOSAX rilevò una compatta fonte di raggi X, e il radiotelescopio Very Large ARRAY nel Mexico registrò segnali a radiofrequenza. Anche il satellite Compton-GRO con uno strumento montato a bordo l'EGRET, registrò una sorgente che aveva le caratteristiche di una stella di neutroni. Nel 2000 dopo la missione americana, venne annunciata la scoperta di una giovane stella di neutroni in rapida rotazione."L'osservatorio X" dell'Esa ha scrutato dentro l'involucro avvicinandosi al "core" della nebulosa e l'XMM-NEWTON ha fornito informazioni fisiche riguardante la PULSAR. E' stato osservato che la pulsar ha una forma allungata ciò significa che si sta spostando dal centro del residuo della supernova. Queste pulsar sono difficili da localizzare perché sono piccole e sono circondate da un velo di emissione termica, quindi per osservarle è necessario rilevarne l'emissione delle radiazioni ad alta energia, come i raggi X.

 

 

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