numerose rocce si muovono nello spazio

alcune non ancora individuate

esiste la possibilità che qualche asteroide possa colpire la Terra?

 

 2001 YB5             2003 EE16           1997 XF11           1996 TO66            QUAOAR



2001 YB5

credit John Rogers used a 0.30 meter Schmidt-Cassegrain telescope at the Camarillo Observatory

Scoperto il 27 dicembre 2001 dall'Osservatorio di Monte Palomar (Stati Uniti), nel corso del programma internazionale NEAT (Near Earth Asteroid Tracking) che ha lo scopo di studiare le orbite degli asteroidi che potrebbero diventare una minaccia per la Terra. 2001 YB5 fa parte della categoria degli Apollo, diametro 300/400 metri, il 7 gennaio 2002 questo oggetto ha sfiorato la Terra passando a soli 600 mila chilometri (meno del doppio della distanza che separa il nostro pianeta dalla Luna), Il Dr. Benny Peiser della John Moore University di Liverpool ha dichiarato in un'intervista con la BBC: "Il fatto che questo asteroide sia stato scoperto da meno di un mese, fa sorgere la domanda se saremmo stati in grado di poter fare qualcosa nel caso che 2001 YB5 avesse puntato direttamente la Terra. Sicuramente non ci sarebbe stato abbastanza tempo per nessuna soluzione, un impatto con la Terra avrebbe causato distruzione completa in un raggio di 150 chilometri." Nonostante questo passaggio ravvicinato il nostro pianeta non ha corso nessun pericolo.

Back to top


2003 EE16

credit David Dixon at Jornada Observatory Las Cruces, New Mexico using a 0.4m (16") Schmidt-Cassegrain telescope and CCD camera.

Tenuto sotto controllo, nel 2067 un incontro molto ravvicinato dell'asteroide 2003 EE16 con la Terra, fa considerare questo oggetto "potenzialmente pericoloso (PHAs)". Dal diametro di circa 500 metri, appartiene alla classe degli Apollo, secondo gli astronomi dell'Osservatorio Europeo sulle Ande cilene, il rischio di impatto è molto basso. 

Back to top

 


1997 XF11

       credit Spacewatch arizona.edu/spacewatch/ project. Date: 6 Dicembre 1997 -  V. Mag: 19.2 - Rate: 0.35deg/day - Area: 100" x 100"  AR. 07h58m28s   dec. +13°1'16"

Fu avvistato la prima volta il 6 dicembre 1997, con il Telescopio di 90 cm del Kitt Peak in Arizona, nel corso del progetto Spacewatch, dall'astronomo Jim Scotti. L'11 marzo 1998 il Dr. Brian Marsden annuncio in un comunicato dell'Unione Astronomica Internazionale i sui risultati sui calcoli dell'orbita: "l'oggetto misura da 1,4 a 1,7 Km. e il 26 ottobre 2028 passerà a 40.000 km dalla Terra". Considerato potenzialmente pericoloso, questo oggetto appartenente alla categoria degli Apollo, venne tenuto sotto controllo, osservazioni successive effettuate da Donald K. Yeomans e Paul W. Chodas (Jet Propulsion Laboratory), analizzando ulteriori dati, scoprirono che il massimo avvicinamento sarebbe avvenuto a 80.000 km, il rischio di impatto era diminuito. Eleanor F. Helin (JPL), trovò nell'archivio delle riprese del moto dell'asteroide effettuate nel 1990, messi insieme tutti questi dati si arrivò a determinare con maggior precisione l'orbita, nel 2002 il flyby si riduceva a 950.000 Km. il pericolo era scampato. Il monitoraggio di questo corpo continuerà, nuovi calcoli orbitali veranno effettuati che messi insieme ai dati già a disposizione fornirà ai "cacciatori di asteroidi" la distanza effettiva del flyby che avverrà nel 2028, durante questo incontro la sua luminosità sarà pari alla 13° magnitudine, e si renderà visibile anche con grandi telescopi.

data dell'evento 

 

distanza (AU) 

distanza (Km)

1990-Jul-05      19:16

0.244

36,480,000

1997-May-08 21:59

0.156

23,270,000

2002-Oct-31 00:33

0.064

9,510,000

2009-Aug-27 14:21

0.262

39,170,000

2016-Jun-10 15:30

0.180

26,910,000

2021-Nov-18 23:24

0.443

66,340,000

2023-May-05 07:26

0.242

36,190,000

2028-Oct-26 06:26

0.006

954,000

JPL's Solar System Dynamics Home Page

Back to top

 


1996 TO66

diametro 320 km - orbita quasi circolare 

asteroide 1996 TO66 Trans-Neptuian Object (TNO) ripreso dal New Technology Telescope dell'Eso con 6 ore di posa, sovrapposto curve di luce dell'asteroide misurate nel 1997 quando si trovava ad una distanza di 45 UA (circa 6 miliardi di chilometri) dal Sole, periodo di rotazione 6,25 ore. 


Studiare le caratteristiche fisiche di questi oggetti, in particolare le analisi delle curve di luce e dei colori, è di grande aiuto per ricavare preziose informazioni riguardo le dimensioni, forme e composizione superficiale. L' oggetto transnettuniano 1996 TO66, che sembra essere il più grande della famiglia, è stato osservato con il Telescopio NTT dell'ESO per sei notti consecutivi durante i mesi agosto-ottobre 1997 - settembre 98, da un gruppo di ricercatori  O.r. Hainaut, C.e. Delahodde, H. Boehnhardt, E. Dotto, M. A. Barucci, K.j. Meech, J.m. Bauer, R.m. West ed A. Doressoundiram. Usando diversi filtri, sono riusciti ad ottenere alcune curve di luce che mostravano una variazione di luminosità con un periodo di 6,25 ore, dall'analisi dei dati si è dedotto che il corpo non ha una forma sferica ma piuttosto allungata, il colore è un grigio azzurro. Nel corso del 1998 l'oggetto ha manifestato un andamento della variazione di luminosità diverso dal solito, nel 1997 erano stati registrati due massimi di luminosità per ogni periodo di rotazione, nel 1998 il massimo era uno ma con una ampiezza doppia. Forse un urto con un altro asteroide o la rotazione caotica dell'asteroide, tra le varie ipotesi la più plausibile è quella di una breve fase di attività cometaria sviluppata spontaneamente che ha modificato la riflettività di una parte della superficie, se fosse confermata tale ipotesi 1996 TO66 sarebbe il più lontano asteroide a manifestare un'attività cometaria, simile a Chirone. Purtroppo i ricercatori non hanno trovato tracce della chioma per cui rimane solo un ipotesi, a meno che come asserisce Hainaut e i suoi collaboratori la chioma è sopravvissuta solo per un breve periodo, poi il materiale da cui era formata è ricaduto sulla superficie ricoprendola, rendendo più chiare e luminose alcune parti.

Back to top

QUAOAR

credit Chad Trujillo and Mike Brown of Caltech discovered Quaoar on June 4, 2002.

credit Chad Trujillo and Mike Brown of Caltech  4 giugno 2002.

             

In una zona ai confini del sistema Solare composta da detriti cosmici e corpi ghiacciati, chiamata Fascia di Kuiper (KBO), è stato individuato un grosso asteroide. I ricercatori Michael Brown e Chadwick Trujillo, dell'Istituto di Tecnologia di California Caltech, usando il telescopio Oschin Schmidt installato sul monte Palomar hanno fatto questa scoperta nel giugno 2002, dopo varie osservazioni è apparso come un puntino di luce, di mag. 18,5 nella costellazione di Ophiuchus. Nonostante le immagini riprese, non abbastanza definite, il 5 luglio e 1 agosto è entrato in scena Hubble che con la sua Advanced Camera for Surveys ha fornito immagini dettagliate a tal punto di poter determinare l'esatta dimensione. Quaoar (2002 LM60) cosi denominato l'asteroide, ha un diametro di circa 1.250 Km. (circa più della metà di Plutone), orbita 288 anni intorno al Sole, con un orbita quasi circolare, è composto da ghiaccio a bassa densità mescolato a roccia, con una composizione molto simile ad un nucleo cometario.Certamente è il più grande asteroide scoperto finora, ma gli astronomi ipotizzano che ci sono altri asteroidi di grande dimensioni nella fascia di Kuiper, una zona estesa tra 35 e 1000 UA dal Sole ritenuta il grande serbatoio delle comete a corto periodo e grande laboratorio per studiare i processi di formazione di pianeti. Cosi asseriscono gli scopritori "abbiamo guardato soltanto il 5% dell'intero cielo prima di individuare Quaoar, ci potrebbero essere altri 20 oggetti di grandi dimensioni, ma di cui ancora si ignora l'esistenza"

Back to top

home   galassie   sommario   simulazione orbite   <<<    >>>