Struttura intrinseca del getto nel quasar 3C273. L'immagine ha rivelato una doppia elica spettacolare all'interno del getto, prodotto dall' instabilitÓ del Kelvin-Helmholtz (una caratteristica dell'instabilitÓ di Kelvin-Helmholtz Ŕ la tendenza di produrre vortici) che si sviluppa nel plasma relativistico. E' la prima prova d'osservazione diretta per la presenza di instabilitÓ del plasma in un getto relativistico extragalattico.

 

collage a pi¨ bande di 3C273: raggi X, radio, ottica, immagini di VSOP

 

1) immagine ottica osservato da Hubble credit NASA/STScl 2) immagine radio credit MERLIN  3) immagine raggi X Chandra credit NASA/CXC/SAO/H.Marshall ed altri

scoperto negli anni '60, Ŕ uno degli oggetti pi¨ luminosi del cosmo, situato nella costellazione della Vergine dista 2,6 miliardi di anni-luce dalla Terra ed Ŕ un'intensa sorgente di raggi X, l'emissione Ŕ in prevalenza concentrata nel nucleo. Inoltre la teoria prevede che l'imponente centrale di energia Ŕ alimentata da un buco nero. Nel febbraio 1998 ha emesso un lampo di energia pari a quello che si osserverebbe se si accendessero ogni secondo 10 milioni di soli come il nostro. Osservando nei dettagli si Ŕ scoperto che 3C273 Ŕ costituito da due zone dove avviene l'emissione radio. Nei tre anni passati tra due successive osservazioni, i due nuclei attivi hanno aumentato la loro separazione angolare da 0,006 " d'arco a 0,008" come sembra mostrare il red shif, 3c273 si trova a 2,3 miliardi di anni luce dalla terra. La distanza tra i due nuclei in tre anni Ŕ passato da 62 a 87 anni luce, i due nuclei si allontanano alla velocitÓ di 8 anni luce all'anno, una velocitÓ ben superiore a quella della luce. Gli astronomi usando il telescopio CHANDRA sono riusciti ad osservare nuovi particolari importanti del potente getto che fuoriesce da 3C273, nella zona fra il nucleo e l'inizio del getto hanno rilevato un debole ma definito flusso di energia. Il buco nero non Ŕ osservabile direttamente, ma gli scienziati possono studiarne le proprietÓ analizzando il getto, il resto della galassia non risulta visibile perchŔ la luminosItÓ del nucleo sovrasta quelle delle regioni periferiche.

 

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