CROCE DI EINSTEIN G2237+0305

J.Rhoads, S.Malhotra and I.Dell'Antonio (NOAO) with the 3.5-meter WIYN telescope. (WIYN/NOAO/NSF, Copyright WIYN Consortium, Inc., all rights reserved.).

 

credit NASA-ESA HUBBLE Credit G.Lewis (IOA), M. Irwin (RGO), William Hershel Telescope

credit European Southern Observatory ESO

credit Hubble Space Telescope
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galassia lente: spirale barrata PGC 69457
coord. AR. 22h 40m 30.34s decl. +03° 21' 28.8'' costellazione Pegaso dista 400 milioni di anni luce
quasar QSO2237+0305 dista 9 miliardi di anni luce
magnitudine dei componenti: A=17.4, B=17.4, C=18.4, D=18.7

 

G2237+0305 conosciuto anche come la Croce di Einstein o Huchra's Lens, dal nome dell'astrofisico John Huchra (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics CFA), che ha scoperto nel 1985 il primo quartetto di immagini di un quasar, un esempio eccellente del fenomeno di lente gravitazionale. Le immagini ad alta risoluzione mostrano quattro immagini dello stesso quasar a forma di croce, intorno al cuore della galassia spirale.
Il quasar ha un redshift di z=1.695, mentre la galassia a spirale ha un redshift z =0.0394, l'amplificazione gravitazionale dipende in maniera sensibile dall'allineamento sorgente-lente-osservatore, uno spostamento nel corso del tempo anche minimo di uno di questi oggetti, fà variare l'amplificazione, rendendo il fenomeno rilevabile.
E' stato osservato nella croce di Einstein, un cambiamento di luminosità dell' immagini nel corso del tempo, il fatto è dovuto in parte per la variazione del quasar e in parte perché le stelle della galassia lente si comportano come lenti gravitazionali, si allineano con alcune regioni del quasar provocando un aumento di luminosità, questo fenomeno è definito effetto microlensing, perché sono le stelle che ne vengono coinvolte e non le galassie.

 

 

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