ABELL 1689

 

Credit: NASA, N. Benitez (JHU), T. Broadhurst (The Hebrew University), H. Ford (JHU), M. Clampin(STScI), G. Hartig (STScI), G. Illingworth (UCO/Lick Observatory), the ACS Science Team and ESA

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coordinate: AR. 13h 11m 34.20s -  decl. -01° 21' 56.0"  costellazione Vergine

 

 Lo strumento Advanced Camera for Surveys ACS, a bordo del telescopio Hubble, ha utilizzato uno "zoom naturale" per scrutare ancor più lontano l'Universo.
L' osservazioni si sono rivolte nel centro di un ammasso di galassie, il più grosso conosciuto, Abell 1689, lontano 2,2 miliardi di anni luce dalla Terra. L'immagine ripresa è stata ottenuta con un tempo di esposizione di 13 ore, la potenza di questa lente gravitazionale dipende dalla distribuzione della materia visibile più la materia oscura, all'interno dell'ammasso che insieme formano un obiettivo naturale nello spazio dalle dimensioni di due milioni di anni luce.
Come previsto dalla Teoria della Relatività Generale, Abell 1689, con il suo campo gravitazionale deforma lo spazio circostante, cosicché la luce delle galassie che passa in prossimità di questa massa viene deviata generando cosi immagini multiple di archi luminosi (visibili nell'immagine), in questo caso i ricercatori hanno calcolato che gli oggetti più deboli distano 13 miliardi di anni luce.

Dallo studio di queste lenti gravitazionali i ricercatori oltre ad avere maggior informazioni sulla distribuzione di materia oscura in Abell 1689, hanno la possibilità di osservare sistemi stellari lontani come erano 13 miliardi di anni fa.

 

 

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