posizione SGR 1806-20

 

- marzo 2005 - Il 27 dicembre 2004, è stata registrata una super esplosione stellare durata un decimo di secondo, l'oggetto di appena una ventina di chilometri ha liberato più energia di quella che il sole emette in 100.000 anni. Il satellite Swift e il Very Large Array sono due dei molti satelliti, compreso gli osservatori terrestri, che hanno avvistato l'evento provenire all'interno della nostra Galassia, a circa 50 mila anni luce dalla Terra, nella costellazione del Sagittario.

L'esplosione è avvenuta da una stella di neutroni del tipo "magnetar", denominata SGR 1806-20 (Soft Gamma Repeat).
Nel 1998 Chryssa Kouveliotou (NASA/Marshall Space Flight Center) e colleghi ne hanno misurato il campo magnetico,
l'intensità ricavata è stata di 1014Gauss.

Paragonata ad un "magnete gigante" SGR 1806-20 ha il più intenso campo magnetico conosciuto nell'Universo.

Le magnetar sono stelle di neutroni con un forte campo magnetico, da 1014 a 1015Gauss, il campo magnetico terrestre è solo di 0,5 Gauss, ad oggi se ne conoscono circa una dozzina, a differenza di  alcune pulsar che possono compiere 600 rotazioni su se stessi in un secondo, le magnetars arrivano a 1000 rotazioni, generando cosi campi magnetici molto più intensi. Da studi effettuati si è scoperto che le stelle di grande massa possono dare origine alle magnetar, ma la teoria predice che la morte di queste stelle formano buchi neri. Lo studio di una magnetar 1E 1048.1-5937 situata a 9.000 anni luce nella costellazione della Carina, effettuato da un team di astronomi diretto da Bryan Gaensler (Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics), ha dato prova che da alcune di queste stelle di grande massa si possono formare delle pulsar. Usando due radiotelescopi, Australia Telescope Compact Array e 64-m Parkes radio telescope, hanno studiato l'idrogeno che circondava l'oggetto, dai dati esaminati, è emerso che la stella originale era 30-40 volte la massa del Sole, prima di esplodere ha espulso, grazie al vento stellare, del materiale, creando l'enorme involucro di idrogeno che la circonda, ciò spiegherebbe la formazione della stella di neutroni. Un'altro indizio che spiegherebbe la differenza tra pulsar e magnetar, è la velocità di rotazione, se da una stella massiva nasce una stella di neutroni in rapida rotazione 500-1000 volte al secondo, si crea un "effetto a dinamo", capace di generare intensi campi magnetici.


L'evento del 27 dicembre 2004 non è nuovo, negli ultimi 35 anni gli astronomi hanno segnalato altre due esplosioni (1979 e 1998), ma questo è stato 100 volte più potente. SGR 1806-20 è un dei quattro oggetti conosciuti come "soft gamma repeaters", o SGRs, perchè a distanza di anni riappaiono, liberando grandi quantità di energia.

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