"Nane brune", stelle fallite, o superpianeti? 

questi oggetti di origine ancora discussa, hanno una massa molto piccola a tal punto da non poter sviluppare alte temperature necessarie per innescare delle reazioni nucleari (fusione d' idrogeno in elio) e diventare delle stelle. La loro massa varia da 10 a 70 volte la massa di Giove, e il 4-8% della massa solare. 

Le nane brune si formano direttamente dalle nubi molecolari, oppure dai dischi protoplanetari? 

Le stelle si formano con un disco attorno di materia, chiamato "disco protoplanetario", mentre i pianeti si formano dal disco che circonda la stella. La prima nana bruna fù scoperta nel 1995, Gliese 229B (massa pari 20-50 volte Giove), la debole compagna di Gliese 229 una nana rossa. Successivamente il numero delle nane brune attorno a stelle normali è aumentata, vari strumenti sono stati utilizzati per le osservazioni infrarosse di giovani nane brune, tra cui l'ISO (Infrared Space Observatory) osservatorio orbitale dell'ESA lanciato nel novembre 1995, rimasto operativo fino al 1998 regalandoci oltre 30.000 osservazioni nel campo dell'infrarosso, e il sofisticato strumento chiamato SOFI montato sul telescopio NTT ( NewTecnology Telescope) di 3,5 metri, dell'ESO situato a LA Silla in Cile. I ricercatori A.Natta e L.Testi effettuando delle ricerche con l'ISO, hanno confrontato il segnale di tre nane brune, situate in una regione di formazione stellare attiva chiamata Chamalaeon I (osservazioni successive hanno confermato la presenza di altre 34 nane brune), che mostravano un disco, con delle stelle di recente formazione, anch'esse circondate da un disco. I risultati hanno dimostrato che il segnale dei due campioni era identico.

Commenti

A. Natta asserisce: "Se sono presenti i dischi, e se le loro proprietà sono identiche a quelle dei dischi che circondano le stelle più recenti, possiamo trarre la conclusione che entrambi i tipi di oggetti si formano in modo analogo" .Non è stato ancora possibile estrapolare questi risultati ed applicarli ai pianeti con minore massa in cosiddetta "fluttuazione libera", ovvero alle nane brune di massa inferiore, ma i test di Natta e Testi dimostrano che le missioni future dell’Agenzia Spaziale Europea, quali la missione Herschel prevista nel 2007 e la NGST in programma nel 2009, consentiranno di osservare i dischi che circondano gli oggetti con massa 5 volte inferiore a quella di Giove"


Comeron, esperto di nane brune, commenta così questi risultati: "Una serie di indicazioni circa il fatto che le nane brune di più recente formazione fossero simili alle stelle nella misura in cui esse sono circondate da grandi quantità di pulviscolo erano già state rilevate da Terra più di dieci anni fa. Grazie all’ISO, in particolare alla sua ISOCAM, possiamo vedere intere regioni molto più lontane dalla nana bruna centrale, e questo ci ha permesso di analizzare la forma del pulviscolo circostante e stabilire se formava un disco di grandi dimensioni». Secondo Comeron, "Le nostre conoscenze attuali suggeriscono che le nane brune con la maggiore massa si formano sostanzialmente come le stelle, per contrazione dei gas e degli ammassi gassosi per effetto della loro stessa gravità. Tuttavia, la scoperta di nane brune di massa sempre inferiore e non in orbita intorno ad una stella, che è stata un po’ una sorpresa, ha aperto l’orizzonte su ipotesi alternative circa i loro meccanismi di formazione, quali l’eiezione di pianeti durante i primissimi stadi di formazione dei sistemi planetari. A breve termine, prima delle prossime missioni spaziali, scopriremo se questa ipotesi è valida, una volta che avremo individuato un numero sufficiente di oggetti di massa estremamente ridotta e tracciato le loro traiettorie nello spazio".

 

 

 

 

 

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