AR. 05h47m17.1s decl. -51°03'59" 

 

 

 

Immagine ripresa 1984 Smith & Terrile


1997  J.-L. Beuzit et al. (Grenoble Obs.) ESO

Nel 1983 fu scoperto, grazie all'osservazioni nell'infrarosso del satellite IRAS, un disco di polveri attorno a Beta Pictoris, un stella di tipo spettrale A5 magn.3,9 distante circa 50 anni luce, nella costellazione del Pittore. Già da tempo gli astronomi avevano intuito, a causa della forte emissione infrarossa, tipica dell'emissione di nubi fredde di polveri, un sistema planetario, in fase di formazione, da osservazioni più dettagliate è risultato che il disco di materia si distende lungo il piano equatoriale della stella, e che viene osservato quasi di taglio. Le prime immagini di Beta Pictoris, riprese dai telescopi dell'Osservatorio Europeo (ESO), tramite una videocamera CCD, munita di un coronografo, che ostruisce il passaggio della luce stellare, mettevano in rilievo il disco circumstellare. Nel 1996 con il Telescopio Spaziale HST per la prima volta si era osservato la regione interna al disco, costituito principalmente da polveri, ghiaccio e silicati. Gli strati interni al disco inoltre, si presentavano deformati, Chris Burrows dell'STScI, per primo propose che la causa di queste deformazioni poteva essere un pianeta di medie dimensioni orbitante a circa 80 AU di distanza dalla stella, con un'orbita non giacente sul piano del disco.

 

Nel 1998 nuove osservazioni su BETA PICTORIS, mostrano una nuova deformazione, nel sottile e ampio disco esterno di polveri che la circonda, la causa potrebbe essere l'effetto gravitazionale di una stella di passaggio oppure ad una possibile compagna (stella nana bruna). Al 191° congresso dell' American Astronomical Society" di Washington DC dal team di Al Schultz (Computer Sciences Corporation - Space Telescope Science Institute di Baltimora) e da Fred Bruhweiler (Catholic University of America), sono state presentate i risultati di questa scoperta. Due sono le ipotesi, formulate a riguardo: la prima, Fred Bruhweiler ( The Catholic University of America ) vede la deformazione dovuta all'interazione gravitazionale con una stella passata nelle vicinanze durante il periodo di formazione del disco protoplanetario (100 milioni di anni fa). La seconda, da Al Schultz (Computer Sciences Corporation dello STScI) vede invece la deformazione prodotta da una nana bruna orbitante a grande distanza attorno alla stella. John Larwood del Queen Mary and Westfiel College di Londra a richiesta dei ricercatori, tramite calcolatore, fece una simulazione che riproduceva un disco inerte,costituito da piccole particelle orbitanti intorno ad una stella. Lo scopo era quello di analizzare l'effetto che produceva un'altra stella se si fosse avvicinata lungo la traiettoria di "quasi-collisione", le forze gravitazionali, perturbando l'orbita delle particelle di prova crearono un sistema di anelli ellittici, 100.000 anni dopo.

 

 

L'immagine a sinistra  mostra il disco di beta pictoris in luce visibile ripresa da HST, nella quale sono contrassegnati con le lettere A, B, C e D i noduli di polvere planetaria, interpretati come le tracce di anelli visti di taglio. A destra A destra un frame della simulazione al calcolatore effettuato da John Larwood del Queen Mary and Westfield College di Londra, che ha ricreato gli anelli di Beta Pictoris, anch'essi contrassegnati con le lettere maiuscole. L'area grigia uniforme rappresenta l'estensione del disco prima del passaggio ravvicinato della stella "intrusa" Credits: Paul Kalas (Space Telescope Science Institute, Baltimore, Md.), John Larwood (Queen Mary and Westfield College, London, United Kingdom), Bradford Smith (University of Hawaii, Institute for Astronomy, Honolulu, Hawaii), e Alfred Schultz (Space Telescope Science Institute). NASA e Hubble Heritage Team (STScI).

 

credit A.Schultsz/S.Heap and NASA/HST WFPC2 STIS

 

L'immagine sopra ripresa il 22 giugno del 1995, con la camera WF/PC2, mostra l'intera estensione del disco, che ha un diametro di 1.500 unità astronomiche (250 miliardi di chilometri). La deformazione che si vede nel lato superiore destro del disco (sud-ovest) indica che la polvere è stata sollevata oltre il piano del disco. La causa potrebbe essere una perturbazione gravitazionale dovuta ad una piccola, invisibile stella compagna che orbita ad una distanza maggiore rispetto a quella dei pianeti; oppure uno "strappo" gravitazionale dovuto al passaggio di una stella nei pressi del sistema. Credit: Al Schultz (CSC/STScI, and NASA). L'immagine sotto è un dettaglio e ingrandimento della regione più interna, ripresa dallo spettrografo STIS a bordo di Hubble, mostra  una sua deformazione. Nuovi dettagli fanno supporre la presenza di uno o più pianeti in orbita attorno alla stella.
Credit: Sally Heap (GSFC/NASA)
 

 


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