La loro natura e origine costituiscono un enigma insoluto, possono durare una frazione di secondo o diversi minuti, la posizione nel cielo è del tutto casuale e non si ripetono mai nella stessa posizione, sono un evento unico di improvvise e violente eruzioni di energia sotto forma di raggi che provengono da qualche misteriosa sorgente nello spazio esterno, la loro scoperta del tutto casuale risale a più di vent'anni fa, per opera di alcuni satelliti militari statunitensi e sovietici. Da allora sono state osservate migliaia di questi fenomeni, a causa dell'atmosfera terreste che neutralizza la radiazione gamma, la scoperta dei GRB avviene sia per mezzo di palloni sonda nell'alta atmosfera che per mezzo di satelliti specifici, fino al 1991 gli astronomi pensavano che i GRB provenissero da stelle di neutroni della nostra Galassia, e gli strumenti a loro disposizione non permettevano di analizzare questi eventi. Il 5 aprile 1991 veniva lanciato dallo Space Shuttle il Compton Gamma Ray Observatory (GRO), per studiare l'Universo nel campo dei raggi gamma. Lo strumento BATSE (Burst And Transient Source Esperiment- misurazione di lampi di raggi gamma), a bordo del COMPTON, aveva dimostrato che la distribuzione nel cielo dei GRB è isotropa, cioè non provenivano da direzioni specifiche. Al loro studio hanno partecipato numerosi satelliti, solo il GRO ne ha catalogati più di 2000, importanti contributi sono venuti anche dal satellite giapponese-inglese GINGA lanciato dal Centro Spaziale di Kagoshima il 5 febbraio 1987 operativo fino al novembre del 1991, ma solo grazie al satellite italo-olandese BeppoSax, si è potuto misurare con precisione la loro posizione e rapidità sufficiente per individuare le controparti ottiche. La fase seguente l'esplosione, prende il nome di "afterglow" (cioè la luce emessa dalla sorgente dopo il lampo), può durare per settimane o mesi, all'inizio si hanno emissioni a raggi gamma, poi raggi X e alla fine onde radio. Si pensa che i raggi gamma vengono prodotti dalla fusione di un sistema binario di stelle di neutroni, o dal collasso di una stella ipermassiccia (massa circa 50 volte quella solare), che produce un buco nero con un campo magnetico molto intenso.

 

il grafico mostra chiaramente che la distribuzione è isotropa: non esistono regioni celesti dove gli eventi compaiono con maggior o minor frequenza (credit BATSE team)

 

GRB 020813 

 

credit NASA/CXC/N.Butler

CREDIT BISEI ASTRONOMICAL OBSERVATORY BAO 101 cm Telescope +MUTOH CV1611E data 13/8/2002 

A.R. 19h46m 41,9s  decl -19°36'04.8" Costellazione Sagittario

 
Il 13 agosto 2002 il satellite HETE  segnalava un possibile evento GRB, numerosi osservatori approfittando dell'elevata luminosità della fonte, si erano messi in moto per osservare l'evento. La sera del 13 agosto un gruppo dell'Osservatorio Astronomico di Campo Catino con un riflettore da 80 cm-f/8 una camera CCD SBIG-ST9E, dotata di filtro standard R, era pronto a scattare immagini, per la prima volta anche nel nostro Paese era stato osservato un Gamma Ray Burst. Chandra che per 21 ore dopo il "burst" iniziale, aveva osservato il lampo gamma, identificò in tale radiazione, l'abbondanza di particolari elementi chimici, ioni di zolfo e ioni di silicone, elementi tipicamente espulsi dall'esplosione di una supernova. Questo evento associato alla esplosione di una supernova, è un risultato importante per capire l'origine dei GRB "gli eventi più violenti nell'Universo"

 

 

 

GRB 970228

 

 

 

  questa immagine è il risultato della combinazione di due riprese effettuate dal Telescopio Hubble , mostra attorno alla controparte ottica del burst, ormai affievolita, la presenza di una nebulosità (indicata con la freccia), che viene interpretata come la galassia ospite in cui è esplosa la "palla di fuoco" che ha generato il lampo.

Il 28 febbraio 1997, venne identificato un un gamma burst, l'informazione sulla posizione veniva rapidamente comunicata alla rete di Osservatori astronomici. Oltre ai telescopi terrestri, fra cui il W.Herschel di 4,2 mt a La Palma (isole Canarie), anche BeppoSax, e Hubble osservarono l'evento. Il telescopio Keck II (10m), e Hubble mettevano in risalto la presenza di una lieve nebulosità intorno alla controparte ottica. L'oggetto che avviluppava la sorgente, se fosse stata una nebulosa di gas prodotta dall'esplosione, avrebbe mostrato una diminuzione di luminosità, esito non confermato dall'osservazioni del 26 marzo, molti astronomi ritennero che si trattava della galassia ospite. Nell'immagini si nota che la sfera luminosa non è al centro della galassia, questo fatto di importanza rilevante, esclude l'ipotesi che la causa del gamma burst possa provenire da un buco nero al centro della galassia. La spiegazione più ammissibile, è che la causa sia un'enorme collisione di due stelle a neutroni, oppure una stella di neutroni con un buco nero, nella periferia della galassia. La prima controparte di una gamma burst era stata trovata.

 

primo gamma burst di cui BeppoSax è riuscito a individuare la controparte.

 

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